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Pier Paolo Pasolini, Autoritratto
Poi lo rincontrai. Lui fu tanto affettuoso, carino, e io gli dissi che una sera in un momento di sconforto gli avevo scritto una lettera. Una lettera che non gli avevo mai spedito, che era una lettera — non ricordo, ma probabilmente di ammirazione, amore, in un certo senso, come si può amare…
(Source: frammento)
I portici,una visita al Dams,stanze di Dioniso Fanciullo,le luci arancioni della sera, e poi ancora portici fra le notti fredde.
Ferrara.
I mattoncini rossi,ovunque.
Il Castello di sera e la piazzetta del Castello.
Bici dappertutto
Modigliani,Picasso,de Chirico,Magritte,Duchamp e Man Ray.
Parigi e i suoi anni 20
I suoi anni folli.
Ferrara e una bottiglia di Côtes du Rhône e poi Giorgio Canali e un registratore a bobine.
Le risate e Santa Caterina de’ Vigri con sottofondo di No Age e Gun Club ogni giorno.
Ogni sera.
La pioggia e l’aria umida.
Il mio basco rosso e le mie fotografie in bianco e nero.
I partigiani in video.
Ancora.
Bianco e nero.
Ancora
Canzoni della Notte e della Controra, Umberto Palazzo
(Source: brytneydawn, via somebody-else)
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Eri un angelo giù, e da angelo sei ritornato in cielo.
I tuoi dolci sorrisi e la tua voglia di vivere hanno contagiato tutti.
Arrivederci amico mio.